Scopriamo la mascotte Lea

Lea è un golden retriever di otto anni, pesa 28 kg e vive a Udine insieme a Desie, altra bionda da poco arrivata in famiglia. Sportiva, dolce, avventurosa e pronta ad aiutare gli altri. Lea è una wonderdog sempre attenta come quando è impegnata insieme agli assistenti bagnanti per prevenire ed eventualmente intervenire in caso di incidenti in acqua. Per conoscerla meglio abbiamo intervistato Marco, il suo padrone.
 
Ci descriva il momento in cui ha incontrato Lea per la prima volta.
“Io e la mia compagna siamo andati a vedere per curiosità una cucciolata in un allevamento di golden retriever a Tolmezzo, in provincia di Udine. L’interesse era quello di avventurarci un domani nell’esperienza delle unità cinofile di salvataggio. Quando siamo arrivati, è stato un colpo al cuore. Tra tutti i cuccioli ci ha colpito questo batuffolo bianco, un piccolo peluche che saltava da tutte le parti. Ci siamo innamorati subito di lei, è stata una bellissima sensazione; aveva due mesi, abbiamo deciso di portarla a casa con noi, anche se non avevamo nulla di pronto per accogliere un cane”.
 
Come è cambiata la sua vita dopo l’incontro con Lea?
“Stravolta. Averla con me mi ha aperto un mondo. Ho sempre avuto cani, da quando ero piccolo, però Lea è stata il primo cane veramente mio. Abbiamo vissuto tanti anni, solo noi due, in simbiosi: la portavo in ufficio, ovunque. Mi ha insegnato ad adattare i miei ritmi, le mie attività quotidiane, la mia vita, in funzione di qualcun altro, in questo caso di un cane. Sono una persona impegnata con diverse attività, ma so che ho quelle ore al giorno, da dedicare completamente a Lea. Mi ha insegnato anche a ritagliarmi degli spazi per me. Io e la mia compagna, invece, le abbiamo insegnato a vivere in contesti e situazioni diverse; ha veramente fatto tantissime esperienze. Anche semplicemente andare al ristorante, noi a mangiare e lei tranquilla sotto il tavolo”.
 
Come è avvenuta la scelta del nome?
“Non c’è un particolare episodio legato a riguardo, ricordo che è stata un paio di giorni senza nome; ci abbiamo pensato a lungo, ma volevamo fosse breve e facile da ricordare così poi abbiamo scelto Lea”
 
Come deve essere il perfetto padrone di un cane?
“Il buon padrone di un cane deve assicurare costantemente almeno quel poco di cui lui ha bisogno. Si sa che dal giorno in cui si prende il cane, si ha un impegno totale per circa 15 anni e si spera anche di più”.
 
Qual è la cosa più dolce che ha fatto per Lea, e viceversa?
“Questa è una bella domanda. Cosa ho insegnato io a lei? Sulla dolcezza dubito che io possa insegnare a lei, è Lea che insegna a me. Lea fa qualcosa di dolce per me ogni giorno. È molto attaccata a me, la sera vuole la sua coccola, viene sopra di me, si mette con la testa sulle mie gambe e si fa le sue gran belle dormite. Questo momento è di una dolcezza indescrivibile, una caratteristica che apprezzo tanto di lei”.
 
Quali sono altre caratteristiche di Lea?
“Lea ha un pelo molto folto sulla coda, di cui noi andiamo orgogliosi, è un suo segno distintivo che molti altri golden retriever non hanno. Lea ha anche un secondo nome: Shanaia. Come Shanaia Twain, siamo appassionati di musica country e quindi le abbiamo dato questo secondo nome, che usiamo raramente”.
 
Com’è stato accolto l’arrivo di Desie in famiglia?
“Lea è più affettuosa, mentre Desie è un po’ più diffidente, ma superata la fase di studio diventa una coccolona. Sono entrambe impegnate nel salvamento e ormai fanno coppia fissa. Giocano e si divertono insieme. Si cercano e si supportano. Hanno stretto un legame molto forte”.
 
Avete delle passioni in comune?
“Lei vive in funzione della nostra passeggiata quotidiana! Quando abbiamo occasione andiamo a fare sport insieme, trekking, sup e tutte le attività sportive in cui riesco a coinvolgerla. Corriamo insieme in mezzo alla natura, due/tre volte a settimana, possiamo arrivare fino a 15 km. Siamo appassionati anche di camminate in montagna. Durante l’inverno andiamo a sciare e facciamo sci alpinismo. Quindi spaziamo dal mare alla montagna. Anche se Lea preferisce il mare. La nostra vacanza ideale è al mare, andiamo spesso in Croazia, dove c’è più libertà nel portare i cani in acqua”.
 
Ci racconti il percorso di Lea per diventare un cane da salvataggio?
“Il golden retriever è un cane predisposto all’acqua. Lea ha seguito un addestramento di un anno e mezzo. Appena ha compiuto due anni (età minima richiesta al cane per fare l’esame) ha preso il brevetto dell’unità cinofila, che brevetta il binomio: il conduttore insieme con il suo cane. Lea è operativa con due conduttori diversi: Alessandra, la mia compagna, e me. Adesso Lea è in addestramento costante, con piccoli esercizi per rinforzare quello che sa già e imparare cose nuove. Con l’estate si ricomincia l’attività di salvataggio insieme al nostro gruppo di unità cinofile sia di addestramento, allenamento ed esibizioni in varie location della nostra zona. Quando facciamo le esibizioni in spiaggia cerchiamo di trasmettere al pubblico l’importanza del supporto del cane durante il salvataggio di una persona, è un’attività che si fa insieme, io posso fidarmi ciecamente di Lea; insieme riusciamo a portare fuori dall’acqua due persone”.
 
Cosa rende felice Lea?
“Facile rispondere a questa domanda: l’acqua. Basta metterla lì davanti e Lea è felicissima. Quando vede l’acqua impazzisce di gioia. È anche un’amante dei tuffi, si tuffa da qualsiasi altezza. È spericolata. Ama molto anche il cibo, è sempre affamata, lei mangerebbe dalla mattina alla sera. È un suo punto debole, bisogna tenerla d’occhio altrimenti cominciamo a ingrassare e non siamo delle brave unità cinofile”.
 
Qual è la frase che rivolgono il più delle volte a Lea?
“Gli adulti dicono: “Ma che bella!”. Poi nel momento in cui approfondiscono la conoscenza, si rendono conto del suo carattere socievole e affettuoso. Lei ha proprio l’indole di stare vicino alle persone, dare affetto e riceverlo; quando ti viene vicino si mette con la testa in mezzo alle gambe per farsi coccolare. Se tu la coccoli, lei rimane lì tutto il giorno; non si muove più”.
 
Come si comporta Lea quando è insieme alle altre persone?
“Lea è il classico cane che si potrebbe usare per fare pet therapy. E’ in grado di stare con tutti, sente le persone e comprende le esigenze del gruppo. Quando vede un bambino inizia a giocare, quando vede un anziano si fa coccolare. E’ sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno”.
 
Come ha detto a Lea che sarà la mascotte di Roma 2022?
“Lea ovviamente non si rende conto di tutto questo. Vive la sua vita, i suoi bagnetti e le sue passeggiate. Durante questo periodo di votazioni ogni tanto la guardavamo e le dicevamo: “Ma ti rendi conto di cosa stiamo facendo?!”. Quando vivremo un contesto diverso da casa nostra, inizierà a percepire l’affetto delle persone e non ho dubbi che si adatterà a qualsiasi situazione perché ormai è adulta e ha molta esperienza. In questi g

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